Nato a Savignano sul Panaro, in provincia di Modena, Francesco Rinaldi di mestiere faceva l’operaio specializzato alla Ferrari di Maranello. Macchine, motori ed ambiente urbano, tuttavia, difficilmente appaiono nelle sue pellicole. 

Figlio di Ettore ed Irma, proprietari di un piccolo podere nella provincia modenese, Francesco compra la sua prima cinepresa alla fine degli Anni Settanta. Appassionato cineamatore del tutto autodidatta, passa i successivi dieci anni ad esplorare le possibilità offerte dal mezzo filmico, sperimentando di volta in volta artigianali effetti speciali, titoli animati, velocizzazioni ed l’introduzione del sonoro.
Aiutato dai famigliari, soprattutto dal padre Ettore, Francesco trasforma la rappresentazione della vita quotidiana della sua famiglia in una sorta di opera collettiva, una messa in scena studiata ma genuina del trascorrere del tempo in una famiglia contadina. Le stagioni e le attività si alternano e si susseguono, a volte in maniera rituale a volte ironicamente, in un gioco familiare in cui tutti, dirigendo o interpretando sé stessi, contribuiscono a dar vita ad un racconto corale al tempo stesso individuale e comunitario.