La storia

Francesco Rinaldi compra la sua cinepresa, una Silma 800 Macro in Super8, sul finire degli Anni Settanta, con l’intento dichiarato di costruire dei ricordi in movimento della sua famiglia, soprattutto dei genitori e della piccola figlia Anna Lisa. Appassionato autodidatta, si diverte ad esplorare e mostrare la quotidianità famigliare e i cicli della natura attraverso le pellicole infarcite di soluzioni artigianali e creative.

1980 – Una famiglia messa in scena
1980 – Come nasce un pulcino
1980 – Al dè it Santa Cros
1980 – Pioggia d’estate
1980 – La vendemmia
1980 – La pigiatura dell’uva
1982 – Il tempo della natura
1982 – Le sfrappole

1980 – Una famiglia messa in scena


I titoli di testa presentano i nomi del regista e degli attori: Francesco e la sua famiglia.

1980 – Come nasce un pulcino


Le riprese a passo uno di Francesco Rinaldi mostrano la nascita di un pulcino.

1980 – Al dè it Santa Cros


Il giorno di Santa Croce, è tradizione intagliare una croce con rami di ulivo benedetto.

1980 – Pioggia d’estate


Nuvole scure sopra le colline modenesi annunciano un acquazzone estivo.

1980 – La vendemmia


Ettore raccoglie l’uva dei suoi vigneti con il prezioso aiuto della piccola Anna.

1980 – La pigiatura dell’uva


Francesco si filma mentre pigia l’uva con i piedi scalzi.

1982 – Il tempo della natura


Passano gli anni ma il tempo ciclico della natura rinnova il suo spettacolo invernale.

1982 – Le sfrappole


Irma prepara le sfrappole, tipico dolce carnevalesco dell’Emilia.

UNA FAMIGLIA MESSA IN SCENAin famiglia

La famiglia è un soggetto molto ricorrente nelle immagini girate da Francesco Rinaldi. Al contrario di molti dei fondi a carattere prettamente famigliare, in cui le immagini catturano in maniera quasi improvvisata istantanee di vita quotidiana o eventi da ricordare e tramandare,

Francesco dirige a delle vere e proprie messe in scena alle quali tutti i famigliari, ma soprattutto il padre Ettore, partecipano interpretando sé stessi. 

VITA CONTADINAin campagna 

La quotidianità riveste un ruolo preponderante nelle immagini girate da Francesco Rinaldi. Il cineamatore si sofferma infatti spesso nella documentazione delle attività che i suoi famigliari compiono giornalmente all’interno e all’esterno del loro piccolo podere nelle campagne modenesi.

La vita contadina, con i suoi rituali e le sue occupazioni quotidiane e stagionali, emerge intensamente come una delle protagoniste di questa memoria insieme famigliare e collettiva.

ESPERIMENTIsperimentazioni

Autodidatta di formazione e artigiano per indole, Francesco Rinaldi si diverte a sperimentare con la cinepresa soluzioni al tempo stesso originali e pienamente amatoriali. Dai numerosissimi camera car, densi di riferimenti paesaggistici che restituiscono a pieno il tempo dei viaggi e il mutare degli scenari, alle riprese a passo uno,

che animano il mutare degli elementi naturali, nel corso del tempo Francesco si appassiona sempre di più alla sua attività di cine-dilettante, ingegnandosi con inquadrature insolite, animazioni ed aggiunta di dialoghi e sonorizzazioni musicali.

IL TEMPO DELLA NATURAnatura

Cineamatore autodidatta, Francesco Rinaldi utilizza spesso la natura e l’ambiente circostante come spunto su cui esercitare e sperimentare le possibilità offerte dalla sua cinepresa in Super8. Lo scorrere del tempo assume così i contorni ciclici e stagionali della natura e dei suoi elementi, còlti singolarmente o accompagnati dalle attività umane ad esso correlate. Questo aspetto, sempre presente nelle immagini del fondo,

assume un carattere di vera consapevolezza nella serie di pellicole che Francesco Rinaldi intitola “Tempo”, in cui il succedersi delle stagioni prende forma attraverso i cambiamenti del paesaggio circostante e delle attività ad esso correlate.