La storia

Enzo Pasi, meccanico di Alfonsine e partigiano della resistenza, acquista la prima cinepresa nel 1954, una passione in 8mm lunga più di due decenni e 60 bobine. Filma la città, la sua vita civile, la famiglia e i suoi numerosi viaggi – specialmente quello a Mosca del 1957, per il Festival Mondiale della Gioventù.

La nevicata del ’56
1957 – Ballo militaresco
1957 – Scambio culturale
1963 – Bimba in officina
1965 – Setacciare per conchiglie
1970 – 10 Aprile: Festa della Liberazione
1° Maggio 1975

La nevicata del ’56


Una (non tanto) improvvisa coltre di neve assorbe la città; cosa aspettarsi se non slittini, palle di neve, cadute e tanti piccoli, preziosissimi momenti?

1957 – Ballo militaresco


Durante una abitudiaria gita di marzo a Casalborsetti, i gitanti si imbattono in alcuni soldati provenienti dal vicino campo militare in provincia di Ravenna. Niente panico: solo un dolce lento tra gli alberi e la risacca.

1957 – Scambio culturale


Il gruppo di Alfonsine – nel quale, per la prima volta, compare il cineamatore, passata la cinepresa al secondo competente Sauro Ravaglia – ride, scherza e dialoga come può con una delegazione straniera.

1963 – Bimba in officina


Pochissimi mesi per Silvia, che gi si muove a suo agio nell’ambiente di lavoro caratteristico della famiglia Pasi.

1965 – Setacciare per conchiglie


Silvia Pasi, assieme alla mamma e, sembra, alla nonna, cammina per la spiaggia di Chioggia, a Sottomarina, in cerca di buoni pezzi da aggiungere alla sua collezione.

1970 – 10 Aprile: Festa della Liberazione


La tradizionale celebrazione della Liberazione Alfonsinese, che si celebra ogni anno il 10 Aprile – qui immortalata in una sua edizione dei primi Anni Settanta, nelle fasi preparative e di corteo verso il centro cittadino.

1° Maggio 1975


Occasione speciale ad Alfonsine: la cittadina ospita i veterani del I Corpo d’Armata Canadese, nei cui ranghi era inquadrato il Gruppo di Combattimento “Cremona” che, a sua volta, ospitava la 28^ Brigata partigiana “Garibaldi”, nella quale aveva combattuto, anche durante la battaglia del Senio, il cineamatore Enzo Pasi. In quest’ccasione è anche visibile il Monumento alla Resistenza, inaugurato ad Alfonsine un paio d’anni prima.

Viaggi

Enzo Pasi non è il più grande cineamatore di viaggio di Alfonsine, ma, oltre a recarsi pressoché annualmente in spiaggia a Casalborsetti, a fine marzo, e a partecipare all’Expo di Bruxelles del 1958 (per non parlare delle sortite a Roma, Milano e in Ungheria),

compie l’impresa assieme a un manipolo di romagnoli e altri 30’000 giovani – comunisti e non – di visitare l’Unione Sovietica, Mosca, in occasione del Festival del 1957.

Russia

La Russia è il paese dell’utopia per Pasi – ma anche per l’intera comunità di Alfonsine: la patria del comunismo, affermazione che vale tanto per la nazione sovietica quanto per il paese in provincia di Ravenna, visti i risultati elettorale degli ultimi settant’anni.

In Russia, a Mosca, un gruppo di Alfonsinesi si reca davvero nel 1957, agli albori del disgelo, per partecipare al Festival Mondiale della Gioventù che finalmente aprì i cancelli verso il cuore dell’URSS.

Festival

Nel 1957, in occasione del Festival Mondiale della Gioventù e degli Studenti, più di 30’000 giovani da 131 nazioni si recano a Mosca per prendere parte all’iniziativa sovietica tanto grande quanto il suo ruolo di arma culturale per la diffusione del credo comunista.

La grandiosità di Mosca è filmata da Pasi, che talvolta cede la cinepresa al compagno Sauro Ravaglia, ma al contempo ne immortala anche la periferia, fatta di catapecchie, baracche e degrado suburbano.

Alfonsine

Il padre Ernesto si era trasferito da Mezzano ad Alfonsine, dove Enzo Pasi nasce, cresce e vive. La vita culturale e intima della cittadina è distillata nelle immagini prodotte dal cineamatore, che gestisce un’officina e una pompa di benzina sulla statale (“Via Reale”)

di fronte alla quale passa il mondo e il suo mondo vive nell’intimità della campagna: la moglie, i figli, le nevicate strepitose di fine Anni Cinquanta; ma anche le celebrazioni comunitarie di stampo politico cui egli tiene e partecipa.

Guido

Guido Pasi è il figlio di Enzo, che al momento del viaggio in URSS ha appena 6 anni. Nei film girati da Enzo Pasi, a esclusioni dei viaggi e dei momenti di vita civile e impegnata di Alfonsine, Guido è uno dei perni cruciali della sua

narrazione familiare, mentre gioca, corre, pedala assieme ad altri bambini, o si getta tra le braccia della madre, distesa nella neve, durante le incredibili nevicate di fine Anni Cinquanta.

Gianastri

“Il Gianastri”, come spesso ci si riferisce a lui, è uno dei compari e amici di Enzo Pasi che compiono il viaggio a Mosca. a differenza degli altri, però – persino di Luigi Pattuelli, cognato del cineamatore – Gianastri è una figura che

rivaleggia con moglie e figli per continuità di presenze sugli 8 mm di Enzo: è a Mosca, è a Casalborsetti, è ad Alfonsine, a Ravenna, a Milano, in Ungheria e a Roma, con la sua faccia volpina e le navigate doti da scaltro donnaiolo.

Liberazione

Tra i momenti più significativi nelle riprese di Enzo Pasi vi sono quelli di vita civile alfonsinese: le feste del Primo Maggio, di sicuro, ma anche quelle della Liberazione e, soprattutto, della Liberazione di Alfonsine, avvenuta il 10 Aprile 1945.

Il cineamatore sovente si sofferma a riprendere questi eventi, e in particolare vi è la Festa del ‘56, al campo “Rino Bendazzi”, e il 1° Maggio ‘75, quando i veterani canadesi con cui aveva combattuto tornano ad Alfonsine per una commemorazione storica.